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Correre con la pioggia estiva



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Happy pacer

L’ingresso del vento di Buriana coincide con un momento di una svolta radicale nella stagione podistica, ovvero il passaggio dall’agonismo spinto delle corse campestri al ruolo di pacer in una mezza maratona in quel di Treviglio, Bergamo, landa di impavidi runners che in quasi mille nel giorno del riposo affrontano un clima gelido con le scarpe da corsa invece che con ciabattoni davanti ad un camino. Cotanta transizione significa nei fatti passare dai terreni pesanti di prati e campi alla strada asfaltata, da sei chilometri corsi a tutta a ventuno fatti nel binario della regolarità e sopratutto dalla competizione accesa nello spirito ”a la guerre comme a la guerre” alla guida nella disponibilità di chi vuol dare il meglio per raggiungere un obiettivo. Tale lo choc quale accorgermi giusto in autostrada di aver lasciato il garmin proprio la, in bella vista sul tavolo di casa, come disposto dopo minuziosa ricarica la sera della vigilia. No dico, l’orologio per correre nel giorno di...

Vaiano Valle

Fuori dal portone, se ti fai portare dai piedi senza programmi e mete, è la strada stessa a chiederti "a sinistra o a destra?" e poi ancora, al successivo incrocio a destra o a sinistra, per teoriche infinite possibilità di percorsi. Spesso è però l’abitudine, più che la logica a decidere e a ricondurre a tracciati costanti, limati fino all’usura dalle tante ripetizioni, gli effettivi percorsi. Per la riga dritta dei navigli non è più tempo, sembra un'altra vita quando si scendeva l’alzaia fin verso Corsico, Rozzano o anche Gaggiano, avanti e indietro accodandosi ad altri, affiancando e incrociando assoluti sconosciuti, scambiando cenni e saluti o condividendo un tratto con chiacchere ritmate dall’impegno della respirazione. In questi mesi e settimane la corsa è diventata un affare solitario, lontano da eventi, confinato in orari e spazi isolati e remoti. Allora il quadrante delle mie possibili direttrici, da sempre centrifughe, ha ruotato da sud-ovest a sud, volgendo...

Gli ultimi come i primi

Stavolta non ho corso, sono partito dopo gli ultimi e raggiungendo via via tutti gli oltre quattromila partecipanti mi sono fermato con il primo, credo non avendo mai partecipato cosi pienamente ad una gara podistica, pur non classificandomi. Nemmeno mi hanno squalificato anche se stavo in sella ad una bicicletta ed anzi ho potuto accompagnarmi a tutti i protagonisti della corsa nel momento di massima esultanza, quando ciascuno di essi arrivava al traguardo, perché come ciclista al servizio della corsa stessa , la Wings for Life, dove il traguardo di ognuno è alla distanza cui riesce ad arrivare prima di essere raggiunto da una automobile che implacabilmente insegue con velocità in lenta progressione i corridori sul percorso prestabilito. All’una P.M. locale, in contemporanea mondiale il via, con i campioni che balzano in avanti risucchiando dietro di se in un vortice di coriandoli la lunga teoria di corridori che un gruppo di noi ciclomuniti segue anticipando la carovana ...